"La Grande Piazza" concorso di progettazione

Caltanissetta (Italia), 2008 / 2009

Progetto selezionato I fase

Committente: Comune di Caltanissetta
Tipo di intervento: progettazione preliminare
Importo lavori: € 4.971.642,00 (stimato)

DESCRIZIONE
La proposta progettuale, selezionata nella I fase del Concorso di Progettazione indetto dal Comune di Caltanissetta nell’ambito del programma A.qua.S Architetture di qualità in Sicilia per la realizzazione di un intervento di riqualificazione di un ambito del centro storico cittadino denominato “La Grande Piazza”, fonda i propri obiettivi sui seguenti criteri progettuali:

  • garantire un  sistema di lettura unitario;
  • gli spazi urbani come un intorno urbano storico;
  • restituire identità e specificità ai luoghi;
  • offrire una nuova vivibilità;
  • gli  aspetti funzionali;
  • esaltare l’articolazione spaziale;
  • le visuali e la percezione dei luoghi.

La centralità dell’intervento è affidata ad un impianto direttore fatto di più assi di percorrenza (carrabile-ciclabile-pedonale) che si snodano avvicendandosi su corso Umberto I, con funzioni specifiche diverse e contraddistinti da differenti tipi di pavimentazione e dal sistema originale degli arredi urbani.
L’intervento prevede anche il recupero dello spazio ipogeo costituito dall’ex rifugio antiaereo lungo la Salita Matteotti, finalizzato alla creazione di uno spazio espositivo ad estensione del museo cittadino di arte contemporanea, concepito come un taglio essenziale sul piano inclinato, con una struttura-lucernario in vetro colorato ed acciaio che emerge dallo spazio ipogeo come una grande "lanterna urbana" a segnalare la nuova centralità.
Nell’ambito di Largo Barile l’atmosfera riservata del nobile Palazzo Moncada suggerisce invece l’ideazione di un  basamento scultoreo scavato – e di notte illuminato dall’interno – che si adagia sul piano naturalmente inclinato e sparisce nella parte centrale fino a divenire un tutt’uno con il piano di imposta dell’edificio stesso.
Il Comune di Caltanissetta nell’ambito del programma A.qua.S Architetture di qualità in Sicilia promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato dei beni culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione, DARC Sicilia (Dipartimento per l’architettura e l’arte contemporanea) – bandisce un Concorso di Progettazione per la realizzazione di un intervento di riqualificazione di un ambito del centro storico cittadino, denominato: “La Grande Piazza”.
La proposta progettuale, in quanto approfondimento ed  evoluzione del concept elaborato in prima fase, fonda i propri obiettivi sui seguenti criteri progettuali:

  • garantire un  sistema di lettura unitario;
  • gli spazi urbani come un intorno urbano storico;
  • restituire identità e specificità ai luoghi;
  • offrire una nuova vivibilità;
  • gli  aspetti funzionali;
  • esaltare l’articolazione spaziale;
  • le visuali e la percezione dei luoghi.

Il progetto si pone in linea con l’attuale vocazione dei luoghi, andando a cogliere la specificità di ognuno di essi pur riconducendoli ad un sistema unitario dal punto di vista funzionale e formale. L’ambito urbano nel quale andiamo ad intervenire si presenta come una sequenza di vuoti nei quali il valore sociale e di aggregazione che svolgono, le funzioni istituzionali e culturali che gravitano su di essi, fanno si che la definizione di vuoto diventi quella di  “spazio delle possibilità”.
Ed è proprio questo il tema centrale della proposta, poiché scopo prioritario è quello di restituire una qualità architettonica all’ambiente urbano, in grado di contribuire efficacemente alla lotta contro l’emarginazione e alla coesione sociale, alla creazione di nuovi posti di lavoro, alla promozione del turismo culturale, allo sviluppo economico.
Per raggiungere efficacemente lo scopo il progetto si pone in continuità con quanto previsto dal “Programma di Riqualificazione Urbana riguardante il Centro storico” ed il “Programma Integrato Strategico per sistemi commerciali” per il centro storico.

Impianto
La centralità dell’intervento è affidata ad un impianto direttore fatto di più assi di percorrenza, con funzioni specifiche diverse, che si snodano avvicendandosi su corso Umberto I. La sede della viabilità carrabile viaggia parallelamente alla sede ciclabile, discostandosi di volta in volta l’una dall’altra per andare a creare golfi destinati ad essere ambiti per la sosta, luoghi della socializzazione la dove vengono a trovarsi in prossimità di attività ristorative, ambiti di pertinenza delle funzioni pubbliche, o luoghi della contemplazione come nel caso di Piazza Garibaldi o del sagrato della chiesa di Sant’Agata. I due assi sopra citati sono contraddistinti da due differenti tipi di pavimentazione in cui la bicromia tra ricorsi in lastre di pietra bianca diversamente alternati a campi in acciottolato, indicano il sedime dell’asse di percorrenza e fanno convergere nella parte centrale dell’intervento i due quadranti del centro storico di Caltanissetta che si affacciano su Corso Umberto I.
A questi si sovrappone un terzo asse direttore che porta con se il sistema delle sedute che fungono sia da panche che da corpi illuminanti. Quest’ultimo nel suo svolgersi, va a definire meglio gli ambiti di pertinenza e, grazie ad una compressione in prossimità delle testate, definisce la centralità del tratto di corso Umberto I. Un sistema di cavi sospesi che vanno da una facciata all’altra, posti secondo le giaciture della pavimentazione, supportano l’impianto di illuminazione principale, mentre un secondo sistema di lead luminosi, di corpi illuminanti che sono parte integrante degli elementi di arredo, illuminano il percorso pedonale.

Piazza Garibaldi – chiesa di Sant’Agata
In corrispondenza di piazza Garibaldi, l’impianto direttore sopra descritto, si inserisce come un’incisione sulla pavimentazione recentemente realizzata ad opera dell’Amministrazione Comunale dilatandosi, per contenere nel suo interno, uno spazio destinato ad essere la nuova centralità della piazza.
Una diverso trattamento delle superfici sia per colorazione che granulometria, la presenza confermata della Fontana del Tripisciano, unitamente alla continuità altimetrica fra le varie quote di pavimentazione, fanno convergere in questo ambito i sagrati delle due chiese (la Cattedrale e le chiesa di San Sebastiano). 
La stessa differenza di pavimentazione ed il dilatarsi delle sedi degli assi viari del sistema direttore, definiscono la seconda testata dell’intervento sul Corso in prossimità del sagrato della chiesa di Sant’Agata, in cui in questo caso non si vuole esaltare una centralità, ma semplicemente creare un punto di osservazione e socializzazione privilegiato. In tal senso viene spostata leggermente la statua di Umberto I in una posizione laterale rispetto alla centralità dell’ambito, andando a liberare la visuale della facciata pur mantenendolo in una posizione di grande visibilità.
L’andamento curvilineo degli assi di percorrenza di Corso Umberto I, più compresso e carico di tensione espressiva in prossimità delle testate, si fa più disteso e a tratti rettilineo nella parte centrale in prossimità della salita Matteotti. 

Salita Matteotti
In questo punto l’asse direttore, che porta con se il sistema delle sedute, si contrae costringendo il flusso pedonale a dirigersi verso la salita Matteotti. L’aspetto spaziale e quello funzionale trovano il loro connubio nell’intervento di recupero dello spazio ipogeo costituito dall’ex rifugio antiaereo. Il recupero dell’ex bunker è finalizzato alla creazione di uno spazio espositivo quale estensione del museo di arte contemporanea, organizzato sue due livelli, creando un reale collegamento sotterraneo con lo stesso.
Per la parte restante della salita si prevede un nuovo gioco di pavimentazioni e sistemi di illuminazione, andandola a pedonalizzare completamente e garantendo solo il passaggio per il carico e scarico merci al teatro Margherita.
Tutto ciò si traduce architettonicamente con un gesto essenziale, dato dall’intersezione di due assi in allineamento con il tessuto urbano, sulla longitudinale della salita, la cui biforcazione genera un taglio sul piano inclinato, che diviene un doppio ingresso al bunker sotterraneo ed allo spazio soprastante di nuova creazione.
I segni in planimetria si materializzano in alzato con muri scultorei in c.a. e piani inclinati, con riseghe ed effetti di luce che accompagnano le rampe verso il basso ed in superficie sulla salita, nonché da una struttura in vetro colorato ed acciaio che emerge dallo spazio ipogeo. Tale struttura, oltre che portare luce all’interno dello spazio espositivo sotterraneo, funge da lanterna in superficie denunciando la presenza dello stesso sulla salita Matteotti. Una serie di elementi sempre in acciaio e vetro colorato ad una scala ridotta, si trovano lungo la prima rampa, come anticipazione di quanto accadrà più avanti ed elemento scenografico che segna l’ingresso all’ex bunker. La rampa che conduce allo spazio superiore invece è accompagnata da una serie di vasche d’acqua poste lateralmente, la cui vista è godibile anche dall’interno.

Largo Barile
In coerenza con la volontà di mantenere una continuità tra le varie parti oggetto dell’intervento, l’orientamento degli assi che generano il taglio sulla salita Matteotti conduce naturalmente il flusso verso Largo Barile.
L’atmosfera riservata e rispettosa della compresenza del Palazzo Moncada e degli edifici residenziali del tessuto storico della città che gravitano su questo vuoto urbano non risolto, hanno fatto si che la soluzione progettuale fosse rivolta ad interpretare il luogo nella sua duplice valenza di ingresso al palazzo nobile in tutta la sua accezione, ma allo stesso tempo una tranquilla piazzetta del centro storico di una città mediterranea.
Si viene a configurare un basamento scultoreo variamente scavato che si adagia sul piano naturalmente inclinato dell’attuale piazza, tanto da sparire nella parte centrale ( in corrispondenza dell’ingresso a palazzo Moncada) e divenire un tutt’uno con la stessa. La valenza di questo elemento è molteplice; di giorno elemento di arredo urbano in pietra bianca che riflette la luce del sole e si fa seduta piuttosto che aiuola o fontana; di notte, gli stessi tagli e fessurazioni, in una operazione diametralmente opposta a quella della lanterna sulla salita Matteotti, si illuminano dall’interno, creando un suggestivo scenario ai piedi del palazzo Moncada.
Tale soluzione distingue idealmente la pertinenza del palazzo dal percorso attraverso i vicoli della città.

Via Palazzo Paternò e via Auristuto
Il sistema di Vie che da Largo Barile si conclude con un tridente sul Bastione, costituisce un ambito d’intervento in cui la pacatezza del segno è direttamente commisurata alla compressione dei vicoli. Per cui le soluzioni adottate prevedono una pavimentazione che in maniera uniforme si estende tra i vicoli e dei ricorsi che posti lateralmente segnano le giaciture del tessuto urbano riportandole sulla piazza del largo Barile. Si introducono semplicemente dei piccoli intarsi di verde di arredo, immaginati come delle gemme inserite nella pavimentazione. La presenza del verde è sempre finalizzata a voler creare delle barriere visive verso quelle facciate che sono il frutto di cesure avvenute nel passato. 

Bastione di Via Re d’Italia
Il brano di città che si presenta come il terminale del tridente sopra citato ed il Bastione, sono stati immaginati come un unico ambito d’intervento attraversato nella parte centrale da una sede carrabile che trova origine nella parte finale di Corso Umberto I e che ha come sponde laterali il Bastione da un lato e dall’altro due aree di sosta. La nuova destinazione d’uso del bastione, quale estensione della biblioteca comunale come sala di lettura all’aperto, raggiungibile quindi solo dalla Biblioteca, e l’elevato dislivello presente in questo punto della città, ha fatto si che si venisse a configurare un sistema di terrazze rialzate che si affacciano sulla strada. Il sistema di cavi che deriva da corso Umberto I e che supporta l’illuminazione stradale, prosegue anche in questo brano del centro storico e seguendo la traiettoria della curva della viabilità, sostiene dei teli su entrambi i lati che creano un sistema di ombreggiamento sia della sala lettura all’aperto che delle aree di sosta.